Dal 1937 a oggi

La nostra storia

<code>Dalla fine del Settecento a oggi: quattro generazioni, un frantoio che si rinnova e la stessa terra ai piedi dei Monti Picentini.</code>

Dalla fine del Settecento a oggi: quattro generazioni, un frantoio che si rinnova e la stessa terra ai piedi dei Monti Picentini.

La linea del tempo

Due secoli di frantoio

  1. Fine '700

    Nasce l’arte olearia dei Rufolo

    Alla fine del XVIII secolo nasceva l’antica arte olearia della famiglia “Rufolo”. Situato in quell’epoca in località Pioppi, il frantoio fu avviato per la prima volta dal nostro trisavolo Alessandro.

    L’attività olearia era svolta sulla base di antiche metodologie che, in assenza di energia elettrica, sfruttavano la forza fisica di uomini e animali.

  2. 1937

    Il trasferimento a Rudini

    Giovanni, figlio di Alessandro e nostro bisnonno, trasferì l’attività nell’ancora attuale località Rudini, dove con metodi allora considerati all’avanguardia si estraeva il prezioso nettare.

  3. Il metodo antico

    Ruota di pietra e fiscoli di canapa

    Le olive venivano frante dalla rotazione di una ruota in pietra che rotolava su di un piatto, movimentata da forza umana e talvolta animale. Si produceva così la pasta, distribuita manualmente all’interno di fiscoli di canapa “doppi”, uniti a mo’ di sacco, che venivano poi collocati uno sull’altro sotto al torchio.

    Dalla pressione si otteneva una miscela di acqua di vegetazione e olio, che si separavano grazie al diverso peso specifico tra i due liquidi. L’olio, più leggero, affiorava in superficie e dopo qualche ora lo si raccoglieva con delle grosse coppe.

  4. Dopoguerra

    L’arrivo dell’energia elettrica

    L’attività fu interrotta solo a causa dei due episodi bellici. Dopodiché il bisnonno Giovanni decise insieme al nonno Antonio e allo zio Diamante di rinnovare il vecchio e ormai obsoleto frantoio.

    Con l’arrivo dell’energia elettrica installarono un nuovo impianto con due macine a motore, una pressa idraulica e un separatore centrifugo. Tale impianto rimase attivo sino al 1965.

  5. 1977

    Il ritorno dell’antica arte

    Mio padre Erberto e mio zio Antonio, con la sapiente mano del caro zio Diamante, decisero di far riemergere l’antica arte olearia tramandata dai nostri avi.

    Fu rimosso il vecchio frantoio e venne impiantato un nuovo Rapanelli — azienda leader nella produzione di impianti oleari — con due macine da 180 cm in granito, una pressa idraulica e un separatore centrifugo da 1000 litri.

  6. 1980

    Il sisma e la ricostruzione

    A causa del sisma del 1980 il vecchio casolare di famiglia andò parzialmente distrutto. Con piccoli lavori di manutenzione si ristrutturarono i locali e fu così possibile impiantare altre due presse idrauliche, mentre il separatore da 1000 litri fu sostituito con un 2000 litri automatico.

  7. 1989

    La scelta della Frantoio

    Era il 1989 quando mio padre decise di ordinare i terreni donati dai miei nonni. Anticamente non esistevano le produzioni intensive e quindi le piante di olivo, soprattutto la Carpellese, venivano piantate a caso di qua e di là nei vari terreni, rendendo la coltivazione e la raccolta a volte difficile.

    Sapendo che quei terreni sarebbero stati a loro volta donati a me, consigliai a mio padre di mettere a dimora la varietà Frantoio: circa 1200 piante con sesto di impianto 5×4. Oggi la Frantoio risulta essere la cultivar più diffusa sul territorio nazionale.

  8. 1996

    Le macine Amenduni

    Col passare degli anni e con l’avvento di nuove tecnologie per la raccolta, il nostro territorio ha visto sempre più incrementarsi gli impianti olivicoli. Così nel 1996 siamo stati costretti a rinnovare l’impianto: le macine da 180 cm sono state sostituite con le macine Amenduni da 220 cm, e sono state impiantate altre due presse idrauliche.

  9. 2001

    Il ciclo continuo

    La tecnologia incalza incessantemente: nel 2001 abbiamo deciso di rinnovare il tutto con un nuovo impianto a ciclo continuo in doppia estrazione con metodo Sinolea®. Tale metodo ha funzionato per i primi anni.

    Nel frattempo ci siamo resi conto che andava a scapito della molitura nelle prime 8/10 ore dalla raccolta, e quindi abbiamo deciso di metterlo a riposo forzato.

  10. 2023

    Gramolazione moderna e attenzione all’ambiente

    Nella primavera del 2023 è stata eliminata la Sinolea e abbiamo modificato le vasche di gramolazione con l’applicazione di un PLC e pompe a paletta. Inoltre, con un occhio attento all’ambiente, abbiamo dotato i motori di avviamento delle macchine con sistema ad Inverter.

  11. Oggi

    Nasce l’Azienda Agricola Myriam Lullo

    Nel 2023, per donazione di mio padre Erberto e mia madre Michela, nasce ufficialmente l’azienda agricola Myriam Lullo. Nel dicembre dello stesso anno abbiamo avviato le pratiche per la conversione in **Biologico**.

    Quattro generazioni dopo Alessandro, la stessa terra continua a dare i suoi frutti.

Il risultato di tutto questo

Ogni bottiglia porta con sé questa storia. Scopri gli oli che nascono dai nostri uliveti.

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